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Da qualche settimana ricevo telefonate di spam a cadenza regolare.

Numero di telefono ben visibile, contatto non memorizzato: impossibile stabilire a priori se si tratta di un cliente, un potenziale cliente o un operatore che non ha il senso della misura.

Quindi rispondo e poi, puntualmente, finisco per chiudere la chiamata più nervosa di prima per il tempo che ho perso.

Le telefonate commerciali a freddo sono il male. Molto più insidiose dell’email marketing, nonostante l’intento sia comunque lo stesso.

E infatti – in qualsiasi occasione – mi guardo bene dal comunicare il mio numero di telefono. Anzi, ti dico di più: sogno di poterlo escludere da tutti i canali social di cui faccio parte.

Ti assicuro che non sono l’unica a pensarla così.

Considera che la query di ricerca è pericoloso dare il numero di cellulare? conta quasi cento ricerche mensili. Mica poche!

E poi guarda qui cosa mostra Google tra i suggerimenti se rimaniamo in quel campo di ricerca ↴

Insomma, l’ansia è palpabile. Di query così ce ne sono tantissime, e puoi giudicarlo da te facendo una ricerca in quella direzione.

I risultati che vengono fuori sono tutti poco rassicuranti. Parlano di furti di numeri di telefono, di truffe telefoniche… Ho letto addirittura un pacatissimo Chi risponde al telefono se ne pentirà! che mi ha fatto guardare con sospetto il mio smartphone.

Gli italiani sono diffidenti, e io rientro perfettamente nella casistica.

Per questo motivo, quando lavoro alla creazione di una landing page destinata alla lead generation, ai miei clienti dico sempre sulla stessa cosa:

Evitate di chiedere il numero di telefono alla gente.

Evitate. Evita. Tu lo daresti il tuo numero di telefono a uno sconosciuto? (Pensaci bene prima di rispondere!)

Conversioni e numero di telefono

C’è questo studio di BankMyCell, riguardo i numeri di telefono e le telefonate, che definisce i millennial – ovvero i nati dal 1981 al 1999 – la «Generation Mute». E si chiede: perché i millennial non rispondono al telefono?

Pare infatti che il 75 percento degli intervistati eviti come la peste di rispondere al telefono, perché la considera un’attività «time-consuming». Una perdita di tempo, insomma.

Ed è curioso pensarci, visto che passiamo l’intera giornata con lo smartphone in mano. Ma la rivoluzione digital è riuscita a stravolgere il nostro rapporto con le telecomunicazioni. Oggi una telefonata è troppo invasiva.

Tutto questo diventa un problema quando creiamo una landing page per raccogliere lead. Una landing page che – necessariamente – deve includere un modulo di contatto o un campo specifico dove lasciare un recapito.

Perché, a quel punto, chiedere il numero di telefono potrebbe danneggiare il tasso di conversione.

Secondo un case study pubblicato da Unbounce, la società Expedia (quella dei viaggi online) sui suoi moduli di contatto registrava una percentuale di abbandono pari al 37 percento, proprio sul campo “numero di telefono”.

E cosa ha fatto? Ha aggiunto al campo l’etichetta “facoltativo”. Questa piccola azione ha quasi raddoppiato il tasso di conversione: dal 42,6 all’80 percento.

Sempre secondo Unbounce (che, ehi!, con le landing page ci lavora), la semplice menzione di una possibile telefonata futura, dopo aver lasciato un recapito, fa scendere il tasso di conversione del 5 percento.

Il motivo è sempre lo stesso: le telefonate sono invasive.

Ma se proprio non vuoi rinunciare ad avere il numero di telefono dei tuoi lead, perché per la tua strategia è essenziale e preferibile al contatto email, puoi provare delle strade alternative.

Come ottenere il numero di telefono senza inquietare

Precisiamo: parlo ancora di lead generation, eh. Questi suggerimenti per Tinder non sono validi.

1. Tranquillizza gli utenti con un bel messaggio chiaro
«Giuriamo solennemente di non disturbarti mai mai mai».

O qualcosa di questo tipo, a seconda del target, del tono di voce e dei tuoi obiettivi. In altre parole: ridimensiona l’ansia.

2. Permetti agli utenti di prenotare la telefonata
Le telefonate sono invasive se arrivano quando non ce l’aspettiamo.

Ma se mi dici che chiamerai domani pomeriggio alle quattro, «dalle tre io comincerò a essere felice». Cit.

3. Aggiungi un bottone click-to-call
Il modo migliore per avere il numero senza chiederlo sul serio.

Con un tasto click-to-call, che avvia la telefonata con un tap facile facile, tu – almeno sulla carta – non stai chiedendo il numero agli utenti. Sono gli utenti che te lo comunicano, di loro sponte, perché vogliono parlare con te.

Una soluzione che ha i suoi pro e i suoi contro, ma che comunque ti dà la possibilità di cedere il controllo a chi ti legge («Sono io che decido!»)

4. Convertiti definitivamente agli sms
Fallo, convertiti, sì, soprattutto se il tuo target è giovane.

Puoi riuscirci con un plug in WordPress dedicato all’sms marketing, oppure con un tool tipo SimpleTexting che ti propone moduli di contatto specifici per avviare campagne via sms.

Facile, semplice e indolore.

Ricorda: non mettere ansia, ma sii rassicurante

Per creare una landing page con un tasso di conversione soddisfacente, bisogna fare attenzione a così tante variabili che è impossibile parlare di formula o metodo infallibile.

Tutto dipende dalle persone a cui ti rivolgi, dal tuo livello di autorevolezza nel tuo settore, dall’offerta che proponi.

Di sicuro però chi naviga sul web, da qualsiasi parte del mondo, è vittima delle stesse paturnie.

Siamo diffidenti, siamo pieni, stanchi, non abbiamo voglia di leggere niente e ci difendiamo costantemente da chi vuole un pezzetto di noi (come il numero di telefono, in questo caso).

È un attimo che scappiamo di corsa, come fanno i gattini randagi che becchi sul ciglio della strada.

Quindi rassicurazioni, non ansie. In ogni caso. Tienilo a mente se stai realizzando la tua landing page.

E se invece stai cercando qualcuno che la scriva al posto tuoi, puoi sempre contattare me che queste cose non le dimentico mai.

    Hai visto? Senza numeri di telefono. Funziona lo stesso (;