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Chi si avvicina al mondo del blogging come strategia per promuoversi sul web quasi sempre si pone, come obiettivo principale, il posizionamento sui motori di ricerca.

La logica dietro questo pensiero si spiega facilmente. «Se mi posiziono tra i primi posti», pensa chi investe sul blog, «gli utenti mi trovano al volo e vendo di più».

È un concetto sbagliato? No.

È quasi impossibile da mettere in pratica? Sì.

Ci sono settori così saturi di contenuti scritti che, ad inseguire il posizionamento, si rischia di finire impelagati nel paradosso di Achille e la tartaruga.

Se vuoi approfondire, leggi anche Le verità scomode della promozione digitale di Riccardo Scandellari.

Non voglio certo dire che avere un blog non serve a niente. Piuttosto penso sia arrivato il momento di ridimensionare certe aspettative.

Il successo di un blog non può più essere calcolato soltanto in base alla posizione che raggiunge tra i risultati di ricerca. Perché rimane un obiettivo valido, ma per arrivarci ti serve moltissimo tempo e un lavoro enorme.

Un lavoro che non si ferma al blog e ai contenuti scritti, ma riguarda lo sviluppo front-end e back-end di un sito, nonché di una strategia di pubbliche relazioni tra esperti del settore.

Allora come calcoli quanto vale il tuo blog aziendale se devi, ormai per forza di cose, pensare al posizionamento come un traguardo lontano?

In altre parole, se non ti posizioni bene sui motori di ricerca, in che modo misuri l’efficacia della tua strategia per valutare l’investimento di tempo e denaro che hai fatto?

Semplicissimo: concentrandoti sui KPI giusti.

KPI di un blog aziendale

In sostanza, l’approccio migliore per capire se i soldi che hai speso nel blog stanno dando i loro frutti passa per l’analisi dei KPI, ovvero gli indicatori chiave di prestazione.

Cosa sono gli indicatori chiave di prestazione (KPI)? Sono dei parametri quantitativi o qualitativi che misurano l’andamento di un processo aziendale in un determinato intervallo di tempo e in riferimento ad un obiettivo specifico. I KPI servono a valutare l’efficacia di una prestazione e a individuare la direzione da prendere per migliorare il rendimento di una scelta aziendale.

Grazie agli indicatori chiave di prestazione puoi valutare di volta in volta i progressi della tua strategia di blogging. E non solo, perché ti permettono di riconoscerne i punti di forza e i difetti, così da poterla modificare in base ai tuoi obiettivi.

Gli stessi obiettivi, se utilizzi l’approccio dei KPI, cambiano forma. Non saranno più sogni lontani e irraggiungibili («Voglio il primo posto su Google!») ma obiettivi concreti e, soprattutto, misurabili («Voglio aumentare il traffico sul mio sito»).

Un blog aziendale offre parecchie opportunità dopotutto, e non solo in termini di posizionamento. Puoi aprire un blog per fare lead generation e trovare nuovi clienti oppure per fidelizzare quelli che già avevi; puoi aprire un blog per far parlare di te o per aumentare le tue vendite. Puoi farci, insomma, molte cose interessanti.

Quello che conta è che tu sappia l’andamento del progetto con cognizione di causa, risparmiandoti frustrazioni inutili e lo sconforto di non aver raggiunto l’intento prefissato. E questo succede quando scegli gli indicatori di performance rilevanti per i tuoi obiettivi.

Inizia da Google Analytics

Per capire se la tua strategia di blogging sta funzionando, Google Analyrics è lo strumento più adatto. Ci sono diversi parametri che dovresti tenere d’occhio, e qui te ne ho segnati alcuni:

  • numero di visitatori sull’articolo
  • tempo speso sulla pagina
  • percentuale di uscita dal sito
  • micro-conversioni nell’articolo
  • percorso dell’utente

Metriche di questo tipo di danno la misura corretta per capire alcuni aspetti della tua blogging strategy. Se, per esempio, utilizzi il tuo blog per acquisire lead e per questo mostri all’interno dei tuoi articoli un modulo da compilare, può esserti utile conoscere la percentuale di conversione, ovvero quanti utenti compilano il modulo in rapporto agli utenti che aprono l’articolo.

Da lì in poi potresti fissare come obiettivo prossimo un incremento di quella percentuale, e cercare la strada migliore per arrivarci attraverso test e piccole modifiche.

Guardando alle giuste metriche scoprirai quanto vale il tuo blog aziendale e se il tuo investimento sta dando i risultati in cui speravi.

Scegli con consapevolezza

Un articolo per il blog non è solo un testo scritto e appiccicato sul sito giusto per fare numero. Un articolo ti aiuta a migliorare il rendimento del tuo sito in modo misurabile.

Per questo motivo, quando scegli i professionisti a cui affidare la gestione del tuo blog, non basta che «sappiano scrivere bene in italiano» (abbiamo fatto tutti la scuola dell’obbligo!), e nemmeno che «abbiano passione per la scrittura».

Ciò su cui ti devi concentrare è la loro abilità nel farti raggiungere gli obiettivi. Senza formule magiche o rituali sciamanici, ma grazie allo studio e al rodaggio di una o più strategie.

Un consiglio per i freelancer

Ti hanno mai detto che il costo dei tuoi articoli è troppo alto? «Eh, ma con venti euro un altro che me lo scrive lo trovo subito».

Succede quando il committente non ha gli strumenti per misurare il valore di un testo. Piuttosto cade nell’errore di valutare un articolo per blog in base al tempo speso per scriverlo, dimenticando tutte le variabili in gioco.

Se sei freelance, tieni però a mente questo: ciò che rende efficace il tuo pezzo è il modo in cui lo scrivi, non il numero di parole che impieghi. Il pagamento per numero di parole pertanto non funziona, e non potrà funzionare mai.

Per calcolare quanto vale il blog aziendale che gestisci, e quindi comprendere il valore del tuo lavoro, hai bisogno di osservare le metriche. Perché ai numeri non si sfugge mai.

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