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Vabbè, ci siamo capiti.
Non hai budget.

Te ne sei ricordatə ora che hai letto il mio preventivo.
No, no, figurati: no bad feelings. Nessun rancore.

D’altronde creare un blog aziendale è un lavoro grosso, specie se devi partire da zero.
Considera che bisogna:

  • capire a chi ti vuoi rivolgere;
  • decidere di cosa parlare;
  • stabilire come parlarne;
  • e poi – oh, per forza – iniziare a scrivere.

Non è una cosa che si fa in un pomeriggio, né tantomeno con pochi soldi.

Però, se hai appena pubblicato il tuo sito, per favore togliti dalla testa di rinunciare al blog aziendale. Perché, nel caso tu non lo sapessi ancora, Google così funziona: se ha davanti un sito fermo – ovvero statico, ovvero che non s’aggiorna regolarmente – ci passa sopra e manco lo vede. Tempo qualche mese e ti butta a pagina quarantadue e poi voglio vedere gli acquirenti come ti trovano più.

E io c’ho un cuore tenero, non mi va proprio che tu finisca a pagina quarantadue, anche se sul blog non vuoi investire. Perciò facciamo una cosa: ora ti metti comodə e ti leggi questa bella guida. E guarda che ti spiegherò TUTTO, okay? Praticamente sarà come essere con me quando lavoro per un mio cliente. Più o meno.

Ergo, iniziamo dall’inizio.

Creare un blog aziendale a partire dal pubblico

Qui non è che siamo nel mondo delle cose belle, il tuo blog aziendale non è un diario personale né puoi raccontarci quella bellissima storia che hai nel cassetto.

Mi spiego meglio: non puoi mettere nel tuo blog aziendale solo quello che ti piace. Ovviamente potresti farlo anche, ma devi sempre mediare con quello che piace al pubblico. Per esempio io, in questo caso, sto mediando: ti parlo di una cosa che è – per me che ci lavoro – una rottura di p@ll& pressoché infinita, ma lo sto facendo in un registro stilistico che mi diverte abbastanza. It’s a win-win.

Lo stesso potresti fare tu, tenendo a mente SEMPRE cosa interessa al tuo pubblico o, se un pubblico non ce l’hai ancora, alle persone con cui vorresti entrare in contatto.

Come conoscere il pubblico del tuo futuro blog aziendale

Per fare questo, hai a disposizione diversi strumenti.

Intanto potresti partire da community già costituite e ben avviate. Cerca quindi su Facebook, su Twitter, su Reddit, su Tumblr, su Quora, ma anche sui forum tematici… insomma, su QUALSIASI piattaforma in cui si crea discussione. Individua lì gli utenti che potrebbero essere interessati alla tua nicchia. E, una volta fatto, mettiti in ascolto.

Fatti dire da loro – seppur indirettamente – di cosa hanno bisogno, che domande si fanno. Cerca di capire soprattutto come parlano e come vogliono che a loro si parli. Prova a trovare le risposte a queste domande:

  • Sono giovani?
  • Sono adulti?
  • Più uomini o più donne o è lo stesso?
  • Qual è la loro padronanza della lingua italiana?
  • Sono attenti a tematiche sensibili?
  • Che ideologia seguono?
  • A chi si rivolgono ora per avere il tuo servizio o il tuo prodotto?
  • Che cosa piace a questi utenti? E cosa odiano?

Certo, per cogliere certe sfumature, serve una buona dose di empatia. Il tempo e l’esperienza aiutano però, senza dimenticare che si va sempre e comunque a tentativi perché le persone sono complesse, ma le masse lo sono anche.

Diciamo che questo è il motivo per cui dovresti affidarti a chi lavora con queste cose già da un po’, ma vabbè, non siamo qui per parlare di questo.

Ovviamente, se la tua è un’attività già avviata, magari fino a questo momento solo offline, puoi anche ascoltare, parlare, interagire con chi è già tuo cliente, e provare a carpire da loro tutte le informazioni che possono essere utili.

Creare un blog aziendale stilando una lista di argomenti

Ora che conosci il pubblico, hai per le mani un dato importantissimo per capire di cosa parlare sul tuo blog aziendale.

Probabilmente gli argomenti te li avranno suggeriti, per via indiretta, gli stessi utenti sui gruppi di discussione. Ma se così non fosse, la cosa più logica da fare è segnarti una lista di argomenti-chiave – insomma le keyword principali – e poi, su queste, individuare le possibili query di ricerca che potrebbero portare al tuo blog.

Te lo spiego in un linguaggio più semplice.
Hai una piccola attività che vende cosmetici naturali, senza additivi chimici («Ma veramente io vendo pezzi di ricambi per macchinari agricoli»… allora, senti, questo non è il momento di fare storie!).

Hai una piccola attività che vende cosmetici naturali, senza additivi chimici.
Il tuo pubblico più o meno lo hai capito, sai che ha a cuore la salute della terra, nonché la salute sua e della sua pelle. Probabilmente ha una particolare attenzione per gli animali (sono cosmetici naturali VEGANI, senza additivi chimici) e, siccome parliamo di una nicchia particolare, forse forse apprezza pure i prodotti a chilometro zero e le produzioni locali.

Benissimo! Abbiamo già una lista di argomenti, che sono quelli che ti ho scritto in neretto.

Dagli argomenti alle keyword a coda lunga

Visto che siamo quasi nel 2022, e abbiamo un internet pieno zeppo di contenuti che fra poco ci sovrasteranno, pensare di posizionarsi sui motori di ricerca con una parola chiave corta tipo «cosmetici naturali vegani» è un sogno ad occhi aperti che ti consiglio di abbandonare. Certo a meno che tu non voglia spendere il budget – che non hai messo a disposizione per il blog aziendale!! – in annunci a pagamento.

Quello che puoi fare però è puntare sulle keyword a coda lunga, quindi sulle parole che gli utenti digitano (o dicono a voce) quando cercano qualcosa sul web.

Scegli insomma direttamente le query di ricerca.
Questo è un lavoro importante, nonché quello che ti richiederà più tempo.
Puoi farti aiutare da un strumento online – ce ne sono diversi, sia gratuiti che a pagamento –, oppure puoi fare tutto manualmente. Cosa che in realtà ti consiglio, perché usare il cervello è sempre la soluzione migliore.

Digitano una parola chiave corta su Google, per esempio, troverai una lista di domande e argomenti specifici che ti darà un’idea di quello che la gente cerca.

Se scrivi su Google cosmetici naturali vegani, scoprirai per esempio che la gente ha cercato:

  • cosa sono i trucchi vegani?
  • come vengono testati i cosmetici cruelty-free?
  • cosmetici vegani marche italiane
  • cosa significa no-cruelty test?

Tutte queste stringhe potrebbero ispirarti degli articoli con taglio informativo, utili ad attirare utenti sul tuo sito web e far sapere al mondo di cosa ti occupi e quanto ne sai.

Si tratta indubbiamente di un gioco di visibilità, ma se sei bravə abbastanza potrai diventare in poco tempo il punto di riferimento di chi acquista prodotti in quel settore.

Creare un blog aziendale con un calendario organizzato

Per creare un blog aziendale che funzioni, devi organizzare bene la pubblicazione degli articoli.
Non è un dettaglio da poco. Google per esempio ci tiene che il sito sia aggiornato in modo regolare. Pertanto non puoi pensare di pubblicare un articolo oggi e il prossimo fra sei mesi (come per esempio – ahem! – faccio io questo sito qua).

Bisogna mantenere una certa regolarità, e per di più una certa frequenza.
Io lo so, e chi meglio di me può dirtelo, quanto è difficile tenere in vita un blog. A meno che tu non abbia a disposizione una redazione, si tratta di una fatica enorme. Puoi però mantenerti su un certo standard, qualcosa di fattibile senza che si trasformi in uno sforzo eccessivo.

Frequenza di pubblicazione e numero di articoli

Un sito ben avviato – e con un buon budget a disposizione – pubblica in genere due o tre articoli a settimana.
Ai motori di ricerca l’overload di contenuti piace tanto, ma personalmente – e per ragioni etiche – sono contraria. Non sopporto l’idea di riempire internet di parole inutili e irrilevanti pur di scalare la SERP, senza contare che gli utenti mica sono stupidi: ad una certa se ne accorgono.

Pertanto, a mio parare, l’ideale sarebbe puntare su un articolo a settimana, da pubblicare regolarmente e senza pause. C’è anche chi sceglie di condividerne uno o due articoli al mese, il che va benissimo, soprattutto se si tratta di articoli corposi come guide o approfondimenti che contano qualche migliaio di parole.

Ciò che conta è non lasciare mai scoperto un periodo troppo lungo, perché poi recuperare le posizioni perse sui motori di ricerca è una faticaccia che non vi dico.

Creare un blog aziendale… scrivendo bene!

Qui un po’ mi sento di alzare le mani.

Gli articoli vanno scritti bene, nel senso che devono essere leggibili, interessanti e coinvolgenti e su questo non c’è guida che ti possa aiutare. La pratica senza dubbio aiuta molto, così come aiuta una passione innata per la scrittura e, ovviamente, per la lettura.

Se non sei sicurə delle tue proprietà comunicative e linguistiche però, meglio non cimentarti in un’impresa del genere. E non lo dico perché voglio scoraggiarti, ma un testo scritto male non ispirerà mai fiducia in chi lo legge. Non si tratta solo di errori ortografici e congiuntivi messi male: tutta l’esposizione deve essere ben fatta, chi ti legge deve capire bene cosa vuoi dire senza andare in confusione.

Ho dedicato diversi pezzi alla buona scrittura, e se non l’hai già fatto ti consiglio di leggerli qui.
Ma scrivere bene è un’arte più che una tecnica, a prescindere da quello che ne dicono in giro.

Come riempire il tuo blog di articoli scritti bene

Senti a me: affidati a unə professonista!
E no, non sentirti traditə, ché se sei arrivato qua è perché non vuoi spendere un euro.

Ma la strada per il successo è lastricata di soldi da investire, questa è la verità.

Ti propongo una cosa: se hai letto fino a qui scrivi nel form qui sotto la parola «scribacchin*». Con l’asterisco mi raccomando! Riserverò per te uno sconto bello bello: meno 25% sul piano editoriale da un articolo al mese. Quindi non 120€ ma solo 90€.

Poi oh, se ne vuoi di più, dai un’occhiata ai pacchetti di articoli che ho già dedicato ai miei clienti preferiti.

Che dici? Che dici?
Bello bello davvero.